Lazio

Back to Nature: a Roma la mostra di arte contemporanea a cielo aperto

Far riflettere sul futuro e sulla necessità di costruire un nuovo rapporto con la natura, soprattutto in questo complicato periodo di cambiamenti climatici e di pandemia. È lo scopo di Back to Nature Arte Contemporanea a Villa Borghese, la mostra a cielo aperto allestita all’interno di uno dei parchi storici più famosi e più amati di Roma. 

La mostra Back to Nature a Villa Borghese – a cura di Costantino D’Orazio – è ad ingresso gratuito e resterà esposta fino al 13 dicembre 2020.

Si tratta di una serie di installazioni che sono pensate proprio per essere apprezzate all’aperto. Un’occasione interessante per godere dell’arte, soprattutto in questo periodo durante il quale i musei hanno dovuto chiudere i battenti. 

Roma autunno villa borghese

L’esposizione coinvolge prevalentemente il Parco dei Daini e l’area di Piazza di Siena, oltre al Museo Carlo Bilotti e al Museo Pietro Canonica. Il percorso invita i visitatori a riscoprire gli spazi del giardino in chiave contemporanea.

Le installazioni sono state appositamente progettate o reinventate per l’occasione da artisti di rilievo internazionale come Andreco, Mario Merz, Mimmo Paladino, Davide Rivalta, Edoardo Tresoldi. 

villa borghese roma

Le opere dialogano con la natura. Passeggiando nel parco si incontrano così l’igloo di Mario Merz o gli alberi “vestiti” dall’Accademia Aracne, o ancora si attraversa Etherea, di Edoardo Tresoldi.

Vi accompagno alla scoperta di alcune delle opere di Back To Nature.

Back to Nature a Villa Borghese: Etherea di Tresoldi

La prima opera che si incontra è Etherea: per la prima volta Edoardo Tresoldi è impegnato in un’installazione pubblica a Roma. Si tratta di una grande scultura trasparente e abitabile che dialoga con gli alberi del parco. 

Edoardo tresoldi etherea roma

L’installazione romana prevede una scultura trasparente, alta 11 metri, ispirata alle architetture barocche e neoclassiche. Etherea tra l’altro era stato ideato per il Coachella Valley Music and Arts Festival 2018, uno degli eventi musicali più importanti e attesi del mondo. In quell’occasione però l’opera era composta da tre sculture di altezze crescenti che creano un gioco ottico ancor più incredibile.

Edoardo tresoldi etherea roma

Wing project: spiccare il volo

Ci si imbatte poi nel “Wing Project”. Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, coordinati da Andrea Mauti, hanno realizzato – nei pressi dell’Ex Stabilimento dell’Acqua nel Parco dei Daini – due pannelli con ali giganti e colorate, messe a disposizione dei cittadini che vogliono sognare e sentirsi leggeri come l’aria.
Dove volereste con due ali così?

Yarn Bombing: gli alberi colorati

Tra gli alberi del Parco dei Daini ne spiccano quattro in particolare, avvolti da tessuti lavorati a maglia firmati dalle artiste dell’Accademia Aracne: nata a Ortona nel 2019, l’Accademia conduce una ricerca legata alla natura attraverso interventi di Yarn Bombing, un particolare linguaggio di arte di strada che si serve per l’appunto  di tessuti lavorati a maglia per trasformare gli alberi in sculture variopinte dal forte impatto visivo.

Aracne
back to nature villa borghese - albero

L’igloo e Fibonacci

Si passa quindi accanto al doppio Igloo di Mario Merz: l’artista dagli anni Settanta ha lavorato sul tema dell’igloo, segno che riflette la forma più essenziale di abitazione elaborata dall’uomo nella storia della civiltà, paradigma dell’abitare e “casa archetipica”. In cima a un grande igloo svetta un cervo dallo sguardo attento rivolto in lontananza: sul fianco dell’animale si nota un numero tratto dalla serie numerica progressiva elaborata dal matematico Leonardo Fibonacci nel XII secolo, sistema che regola la crescita e l’evoluzione degli elementi naturali, dalle foglie d’albero, ai petali di un fiore, fino ad alcuni frutti della terra. Un secondo igloo, più piccolo, traspare dietro un girotondo di fascine in legno, raccolte nei boschi piemontesi. Proteggono e allo stesso tempo delineano la forma della calotta minore. 

igloo mario merz back to nature villa borghese

Drops, le gocce della riflessione

Subito oltre c’è “Drops”, di Andreco, con cui la Prospettiva del Teatro nel Parco dei Daini si arricchisce di sette sculture nate dallo studio delle forme geometriche dei Giardini Segreti della Galleria Borghese: sono gocce, nate per distillare riflessioni sul futuro del mondo. 

drops - villa borghese

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La Bufala in cera persa

Il giro prosegue dirigendosi verso l’Edificio della Meridiana: qui, dopo aver collocato i propri leoni in bronzo sulla scalinata della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e all’interno del Cortile d’Onore di Palazzo del Quirinale, Davide Rivalta espone una grande “Bufala” in bronzo. Fusa dall’artista con il metodo della cera persa, tecnica che risale al secondo millennio a.C., la Bufala di Davide Rivalta dimostra come alcuni metodi creativi siano rimasti invariati nel corso del tempo e come gli animali siano esseri viventi che esprimono il proprio carattere e le proprie emozioni attraverso gesti precisi, al pari degli uomini.

back to nature villa borghese - bufala

Le dieci bandiere di Paladino

Camminando all’interno del Parco, proseguendo su Viale delle due piramidi e poi Viale Antonino e Faustina, si arriva al Museo Pietro Canonica: alzate lo sguardo perché sulla facciata del Museo si trovano le 10 bandiere di Mimmo Paladino. I suoi segni si intrecciano a volti, particolari di piante, forme, ispirate ai dettagli delle sculture che si trovano all’interno dello spazio espositivo e alla natura del parco.

back to nature villa borghese - paladino

Giorgia. Giornalista, blogger, ambientalista. Testa rossa, sempre. Amo i viaggi, la fotografia e la tecnologia. Nel mio zaino ci sono Arturo e Gertrude, due gufi che si amano e che mi accompagnano ad esplorare il mondo.

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