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Un capriolo da salvare: la mia esperienza a Vitozza

Vi è mai capitato di dover soccorrere un animale selvatico ferito? Sapete come ci si comporta in questi casi? Vi racconto la mia esperienza, sperando possa essere utile. Alla fine della storia trovate anche alcune informazioni utili, fonti e siti di riferimento.

Incontrare un animale selvatico ferito

Camminando accanto alla sorgente del Fiume Lente, nel Parco Archeologico del Tufo durante una gita ai resti della città perduta di Vitozza (a San Quirico – Sorano, in provincia di Grosseto), abbiamo notato un capriolo ferito a terra, sul ciglio del sentiero. Sembrava avere una zampa spezzata e già un po’ troppe mosche che gli volavano attorno, ma era sveglio e tentava qualche piccolo movimento. 

Abbiamo scattato un paio di foto ma non lo abbiamo toccato e abbiamo evitato di avvicinarci troppo. Siamo risaliti lungo la scarpata, poiché dove ci trovavamo – naturalmente – non prendevano i cellulari. 

Avendo poca rete ed essendo impossibilitati a navigare online per capire il referente locale da contattare, abbiamo chiamato il 112, il numero unico per le emergenze, spiegato che avevamo trovato un animale ferito ed esplicitato il luogo in cui ci trovavamo. 

Ci hanno quindi passato i Carabinieri che, a loro volta, ci hanno messo in contatto con i Carabinieri locali di Grosseto. Proprio loro ci hanno dato i numeri da contattare e a cui fare riferimento, in questo caso SOS Animali Onlus, associazione convenzionata con Regione Toscana per il recupero della fauna selvatica.  

Abbiamo parlato con l’associazione e tramite WhatsApp abbiamo condiviso la posizione precisa e inviato le foto che avevamo fatto all’animale per identificarlo correttamente: un capriolo maschio di circa un anno

Non toccare i cuccioli di daino, lepre o capriolo

Una delle prime domande che ci hanno fatto dal responsabile dell’associazione che ha raccolto la nostra segnalazione  è stata “l’animale ha delle macchie bianche, è molto piccolo?”. Questo perché doveva assicurarsi che non avessimo disturbato o trovato un cucciolo. Nel periodo tra aprile e maggio nascono infatti i piccoli di daino, capriolo e lepre: le madri li lasciano nascosti e senza odori per tenerli lontani dai predatori mentre loro vanno a mangiare. I cuccioli non hanno odori e questo permette loro di sfuggire ai predatori, ma se qualche umano li avvicina li mette in pericolo. Se incontrate i cuccioli, quindi, tenetevi a distanza, guardate che non abbiano ferite esterne poi allontanatevi senza disturbare il più velocemente possibile. Soprattutto, non fate avvicinare i cani. 

L’arrivo del veterinario

Ad ogni modo, a quel punto l’associazione ci ha chiesto di rimanere a disposizione mentre cercava di contattare il veterinario disponibile più vicino. 

Erano circa le 12.30, siamo andati a mangiare in zona e verso le 15.30 siamo stati contattati dalla veterinaria Maria Pia Galanti – che generalmente opera ad Arcidosso – che era in viaggio per raggiungerci. 

Nel frattempo siamo quindi tornati sul luogo e abbiamo fatto un paio di viaggi per assicurarci che il capriolo fosse ancora vivo. 

Una volta arrivata, la dottoressa ci ha detto che probabilmente il capriolo era lì da almeno un giorno, le mosche stavano già deponendo le uova. Oltre alla zampa spezzata all’altezza del metacarpo aveva anche un cornetto rotto e la mandibola ferita. Altre ferite esterne e visibili non c’erano, per cui abbiamo sperato non avesse emorragie interne. 

La veterinaria  lo ha sedato e a quel punto lo abbiamo spostato su un telo che ha fatto da barella: in questo modo lo abbiamo trasportato per mezzo chilometro lungo una ripida e difficoltosa salita e poi un altro chilometro in piano per raggiungere la macchina della dottoressa. Per fortuna lungo l’ultima parte del tragitto abbiamo incontrato anche due ragazzi dell’associazione “Custodi delle vie cave” che ci hanno prontamente aiutato.

Il capriolo è stato portato presso il Centro di recupero animali selvatici di Semproniano, speriamo di avere presto notizie positive sulle sue condizioni!

Cosa fare se si incontra un animale selvatico in difficoltà? 

In generale, se si trova un animale selvatico in difficoltà, è bene ricordare come prima cosa che è vietato raccogliere in natura e detenere esemplari di fauna selvatica “omeoterma”

In caso di rinvenimento di fauna selvatica in difficoltà, se ne deve dare immediata segnalazione agli organi competenti per consegnarlo entro 24 ore ai Centri di recupero.

Bisogna contatta la Polizia Provinciale competente per territorio, oppure il 1515 (o il 112), così da essere messi in contatto con gli organi preposti della zona e ricevere le istruzioni più adatte anche a seconda del tipo di animale. 

Per avere qualche altra informazione utile, ecco il vademecum condiviso proprio da SOS Animali Onlus:

  • Non avvicinarsi mai troppo ad un animale selvatico anche se in evidente difficoltà: potrebbe essere potenzialmente pericoloso o aggressivo 
  • Non dare cibo ad un animale selvatico se non sappiamo cosa mangia di solito: meglio tenerlo a digiuno qualche ora piuttosto che sbagliare alimentazione e rischiare di aggravare la sua situazione 
  • In caso di incidente, mettersi in sicurezza e fare attenzione al traffico, chiamare eventualmente Carabinieri o Vigili urbani. Soprattutto non improvvisarsi veterinari o forze dell’ordine 
  • Evitare di accarezzare gli animali feriti, soprattutto gli ungulati, poiché potrebbero vedere una carezza come atto di prepotenza
  • In presenza di animale selvatico di piccole dimensioni, è bene ricordare che potrebbe esser elettore di parassiti trasmissibili anche all’uomo: per questo è meglio non avere contatti troppo raccivinati, usare se possibile guanti. 

Per ulteriori dettagli, ecco alcuni articoli e siti di riferimento 

Giorgia. Giornalista, blogger, ambientalista. Testa rossa, sempre. Amo i viaggi, la fotografia e la tecnologia. Nel mio zaino ci sono Arturo e Gertrude, due gufi che si amano e che mi accompagnano ad esplorare il mondo.

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