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Cosa vedere ad Ascoli Piceno in un giorno

Cosa vedere ad Ascoli Piceno in un giorno?

Città con una storia antichissima, abbracciata dal fiume Tronto e dal suo affluente Castellano, Ascoli Piceno è un vero e proprio gioiello del Centro Italia.

Conosciuta come “la città di travertino” per via della pietra che caratterizza gli edifici del centro storico, Ascoli Piceno ha una storia che affonda le radici nell’antichità. Fu culla dei Piceni nonché una città ricca di templi, teatri, strade, ponti e fortificazioni durante l’età romana, sotto il comando dell’Imperatore Augusto. Entrò poi a far parte del Ducato di Spoleto formato dai Longobardi. 

Nel Medioevo Ascoli vantava ben 200 torri gentilizie, 90 delle quali furono distrutte nel 1242 per volere di Federico II. Oggi ne sono ancora visibili una cinquantina: molte sono state ridimensionate, inglobate nelle abitazioni, trasformate in campanili di chiese. Anche per questo motivo, Ascoli Piceno è nota come la “città delle cento torri”. 

Ascoli visse poi una fase culturale ricchissima tra Umanesimo e Rinascimento, quando tra l’altro si diffuse l’abitudine di incidere sugli architravi delle porte frasi in latino o in volgare: alcuni esempi sono ancora ben visibili!

Passeggiando per il centro storico di Ascoli Piceno sarà dunque possibile ripercorrere tutte le sue fasi storiche, tra resti archeologici, palazzi, ponti e chiese. Partiamo subito alla scoperta di questa città!

Cosa vedere ad Ascoli Piceno in un giorno: Ponte di Cecco

Circondata dall’acqua, Ascoli Piceno non può che vantare numerosi ponti. Tra questi, il più antico si trova appena fuori il centro storico di Ascoli Piceno. È il Ponte Cecco, che dal I secolo consente all’antica via consolare “Salaria” di continuare il suo percorso, così da collegare Roma all’Adriatico. 

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Per quanto riguarda il nome, secondo una leggenda sarebbe da legare a quello del poeta e astrologo Cecco d’Ascoli, che avrebbe costruito il ponte in una sola notte con l’aiuto del diavolo.

Secondo gli studiosi invece si dovrebbe far riferimento al maestro medievale Cecco Aprutino, che avrebbe ristrutturato il ponte nel 1349 su commissione di Galeotto I Malatesta, integrandolo al Forte Malatesta che sorge sulla sponda del torrente. Realizzato in travertino, il ponte è in realtà una ricostruzione fedele all’originale costruita negli anni Sessanta, con lo stesso materiale recuperato nelle acque del torrente: il ponte infatti era stato distrutto nel corso della Seconda Guerra Mondiale

Forte Malatesta

Quella del Forte Malatesta è una storia davvero affascinante.
Distrutto e ricostruito più volte nel corso della storia, il Forte Malatesta ha in realtà origine in epoca preromana, quando era semplice baluardo a difesa della sponda sinistra del fiume. Nel 1349 per volere di Galeotto Malatesta divenne un tipico forte medievale e assunse il nome attuale. All’inizio del ‘500 fu costruita una chiesa di forma dodecagonale dedicata a Santa Maria del Lago, oggi visibile nel corpo centrale della costruzione.

La struttura odierna, a forma di stella irregolare, è del 1543 e porta la firma dell’architetto Antonio da Sangallo il Giovane. 

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Tra il 1828 e il 1978 il Forte venne utilizzato come carcere giudiziario. Oggi la fortezza, restaurata, è aperta al pubblico e ospita il Museo dell’Alto Medioevo che custodisce importanti reperti, tra cui i corredi della necropoli longobarda di Castel Trosino (VI – VIII sec.).

Piazza Arringo 

Entrando in città camminando su Corso V. Emanuele si accede a Piazza Arringo, la piazza monumentale più antica e più grande della città: veniva utilizzata come sede per le riunioni popolari dei parlamenti (arringhi, arenghi o arringhe). Sulla piazza si affacciano la Cattedrale di S. Emidio, il Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno, il Battistero di San Giovanni, il Palazzo dell’Episcopio e il Palazzo Comunale detto dell’Arengo.

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Palazzo dell’Arengo: la Pinacoteca Civica e la Giostra della Quintana

Nel Palazzo dell’Arengo si trovano il centro di informazioni turistiche e l’accesso alla Pinacoteca Civica. Quest’ultima custodisce numerose opere all’interno di sale ammobiliate con rare consolles, poltrone, specchiere e cassettoni del XVIII e XIX secolo. 

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Inoltre, è possibile visitare la sala dedicata alla Giostra della Quintana, rievocazione storica di cortei e tornei cavallereschi che anima ogni anno le vie della città.
Il centro storico è infatti diviso in sei sestieri che in questa occasioni sfilano con costumi d’epoca.

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Cattedrale di Sant’Emidio e la sua cripta 

Primo vescovo di Ascoli, Sant’Emidio è il patrono della Città e protettore dai terremoti. Venne martirizzato nel 303 d.C. e il 5 agosto si festeggia con eventi e spettacoli.

La Cattedrale di Piazza Arringo è a lui dedicata. Le sue reliquie sono ospitate in una suggestiva cripta, con colonne in travertino cui si affiancano quelle in colonne in marmo rosso di Verona. La chiesa sotterranea è strutturata in sette navatelle suddivise da 64 colonne in travertino. L’area del sepolcro di Sant’Emidio è caratterizzata da un ciclo musivo che racconta gli avvenimenti di Ascoli, durante l’ultimo anno della seconda guerra mondiale, e la protezione di Sant’Emidio nei confronti della città.

Piazza del Popolo: il Palazzo dei Capitani del Popolo e la Chiesa di S. Francesco

Piazza del Popolo è considerata il salotto cittadino: sotto il colonnato del portico si trovano quelle che un tempo erano disordinate botteghe artigiane. I grandi edifici medievali che si affacciano sulla piazza sono il Palazzo dei Capitani del Popolo e la Chiesa di S. Francesco

Il Palazzo dei Capitani venne costruito tra il 1200 e il 1300, andando a prendere il posto di tre edifici preesistenti e di una torre gentilizia che venne riadattata a campanile. Fu prima “Palazzo del Popolo”, poi divenne “Palazzo del Comune”. Nel 1535 venne incendiato per sedare una rivolta di famiglie locali che vi si erano asserragliate e successivamente venne ricostruito e divenne sede dei Governatori Pontifici, fino all’Unità d’Italia, quando tornò nelle mani dello Stato. Attualmente l’edificio è sede dell’Assessorato alla Cultura ed ospita mostre temporanee. 

Altro protagonista di Piazza del Popolo è la Chiesa di San Francesco, sorta per ricordare la visita di San Francesco ad Ascoli Piceno nel 1215.

La chiesa mi è rimasta impressa per una piccola curiosità: all’esterno, nella parte più bassa del portale centrale, si trovano infatti delle colonnine a forma di canne d’organo con alcune parti consunte. Questo è dovuto all’uso degli ascolani – e di tutti i visitatori della città – di farle suonare. Vi accorgerete infatti, battendoci una mano sopra, che ciascuna di esse rimanda un suono diverso.

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Ah e poi, sul campanile: guardando con attenzione si può notare una scultura di forma fallica. Secondo alcuni si tratta semplicemente di un betilo, una pietra sacra che indica la presenza della divinità (quindi la Casa del Signore, per esempio); secondo altri invece sarebbe stata lasciata da uno dei costruttori per fare un dispetto ai committenti sacerdoti che avrebbero pagato in modo inadeguato il lavoro.
Scegliete voi la versione che preferite!

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Un’anisetta al Caffè Meletti

Già che ci siete, sulla piazza di affaccia non potrete che fare una pausa presso il celebre Caffè Meletti, con il suo edificio in pieno stile liberty. Specialità del Caffè è l’Anisetta Meletti. L’edificio nacque in realtà come sede del Picchetto della Dogana e venne poi trasformato in Palazzo delle Poste e Telegrafi.

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Nel 1905 venne però acquistato ad un’asta pubblica da Silvio Meletti, che un paio di anni dopo inaugurò il Caffè. Inserito fra i 150 Caffè Storici d’Italia, è la casa dell’Anisetta Meletti, liquore a base di anice verde che ancora oggi viene prodotto secondo la ricetta originale di Silvio Meletti. Provatelo accompagnato da un chicco di caffè, la cosiddetta “mosca”, sorseggiandolo al bancone o seduti ai tavoli del locale, tra specchi e divanetti in velluto verde.

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Porta Solestà e il Lavatoio

Proseguendo su via delle Torri si incontra la Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio e si arriva alla Porta Solestà e al suo Ponte Augusteo, che come suggerisce il nome risale proprio all’epoca dell’Imperatore Augusto. Attraversando il ponte si raggiugne la Fonte di Sant’Emidio, il Lavatoio di Borgo Solestà. Risale al XVII secolo e la sua storia è legata a Sant’Emidio: seconda una delle tradizioni infatti l’acqua della sorgente che alimenta la fonte del lavatoio sarebbe scaturita dalla pietra su cui cadde e rotolò la testa decapitata del santo, il cui martirio avvenne poco distante, dove ora sorge il tempesto di Sant’Emidio Rosso.

Il lavatoio venne a lungo utilizzato dalla donne della città per lavare i panni, come ricorda anche il bando inciso sulla parete. 

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Rua delle Stelle 

Da Borgo Solestà, riattraversato il ponte, si può continuare il percorso verso Porta Romana passeggiando per Rua delle Stelle, in dialetto conosciuta come “Rrète li mierghie” (Dietro ai merli), toponimo che fa riferimento al fatto che la strada costeggiava le merlate mura medievali della città. In questo angolo di Ascoli sembrerà davvero di tornare indietro nel tempo, tra resti di torri e antiche botteghe medievali. 

Porta Romana e il Teatro Romano

Tra le cose da vedere ad Ascoli Piceno in un giorno ci sono anche la Porta Romana, detta anche porta Gemina e porta Binata perché caratterizzata da due archi, ingresso della Via Salaria nella città, e i resti del Teatro Romano: rinvenuto a partire dal 1932, il Teatro risalirebbe al I secolo a.C., testimoniando ulteriormente la lunga storia della città.

Dove mangiare ad Ascoli Piceno 

Per assaggiare le famose olive all’ascolana, il consiglio è quello di fermarsi da Migliori, in Piazza dell’Arengo, dove la produzione è semi artigianale: oltre alle classiche olive ascolane si trovano anche alcune particolari varianti, come al vino cotto, al formaggio o al tartufo.

dove mangiare ad Ascoli Piceno

Se cercate un ristorante con vasta scelta di piatti della tradizione ascolana c’è Ristorante Vittoria, in pieno centro storico di Ascoli Piceno vicino Piazza della Viola e del Popolo: si tratta di un locale storico, in città dal 1937 e da sempre punto di riferimento per la ristorazione ascolana, caratterizzato da prodotti tipici a Km0 di filiera corta e di qualità.

Per fare un salto nel Medioevo c’è infine la Locanda del Medioevo. Nella naturale location di Palazzo Bonaparte, questo locale ricrea l’atmosfera del 1300 anche nel menù. Propone infatti una selezione di piatti medievali, frutto di una accurata ricerca storica, oltre a piatti basati su antiche ricette tradizionali della cucina ascolana. 

Dove dormire ad Ascoli Piceno 

Per un weekend davvero speciale potreste scegliere di trascorre il vostro soggiorno al Palazzo dei Mercanti, dimora storica a pochi passi da Piazza del Popolo che oggi ospita un hotel  ben curato che mantiene viva l’antica atmosfera del palazzo. A disposizione degli ospiti c’è anche un’area benessere con sauna, doccia emozionale, bagno turco e vasca idromassaggio, ideale per rilassarsi dopo aver trascorso la giornata tra le Rue di Ascoli.

Giorgia. Giornalista, blogger, ambientalista. Testa rossa, sempre. Amo i viaggi, la fotografia e la tecnologia. Nel mio zaino ci sono Arturo e Gertrude, due gufi che si amano e che mi accompagnano ad esplorare il mondo.

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