La valigia più importante della mia vita: quella del parto (e dei primi mesi con un neonato)
Ho preparato tante valigie nella mia vita: per partire dall’altra parte del mondo, per un weekend improvvisato o per un lungo itinerario on the road. Mai fatta bene, lo ammetto: troppi vestiti o troppo pochi, troppo leggeri o troppo pesanti.
Ma nessuna valigia è stata difficile da preparare tanto quanto quella del parto. Non parlo solo metaforicamente (in fondo, la nascita di un/a bambino/a rappresenta il “viaggio” più lungo della vita), ma proprio praticamente! Si tratta infatti del borsone o trolley che a partire dall’inizio del nono mese di gravidanza è bene avere pronto per portarlo con sé in ospedale. Le più previdenti lo preparano per tempo, le indecise come me finiscono per continuare a sistemarla fino all’ultimo.
Insomma, inevitabilmente quella del parto è una valigia diversa da tutte le altre. Perché accanto alla camicia da notte, a body minuscoli, documenti, prodotti per l’igiene personale, finisci per infilarci anche anche paure, aspettative, mille domande e una quantità infinita di emozioni.
Nell’atto pratico, preparare la “valigia del parto” è stato come prepararsi per una spedizione importante: ci vogliono organizzazione, previdenza e un pizzico di flessibilità per gli imprevisti. E in questo una delle cose più preziose è il supporto di chi ci è già passato, i consigli e i suggerimenti. Per questo, ho pensato di scrivere questo articolo: non ci troverete una lista perfetta né la pretesa di dirvi cosa sia giusto comprare o mettere nella vostra valigia. Troverete ciò che ho preparato io, ciò che mi è stato davvero utile, quello che ricomprerei senza esitazione e gli acquisti che, con il senno di poi, avrei tranquillamente rimandato. Insomma, quello che racconterei alle mie amiche per aiutarle!
Personalmente, avevo preparato due valigie: una per la sala parto, più piccola, con solo l’essenziale e le cose che mi sarebbero servite per l’appunto in sala parto e nei momenti subito prima e subito dopo. E un’altra (un trolley, per la precisione) con ciò di cui avrei avuto bisogno per la degenza in ospedale post parto (o per il ricovero immediatamente precedente).
Ovviamente, tenete conto anche di tutto ciò che vi consiglieranno di portare dall’ospedale dove deciderete di partorire e le ostetriche che ci seguiranno per il corso pre-parto.
Buon viaggio!

La prima tappa del viaggio: preparare la valigia del parto per l’ospedale
La prima cosa che ho preparato non è stata nemmeno propriamente la valigia, bensì una cartellina con tutta la documentazione della gravidanza: analisi, esami, carta d’identità e tessera sanitaria. Averla pronta mi ha fatto vivere gli ultimi giorni con molta più tranquillità. Anche perché, di fatto, in ospedale potreste anche arrivare senza nulla di pronto, ma avere le analisi svolte fino a quel momento vi farà sicuramente stare più serene e darà all’equipe medica tutte le informazioni necessarie, anche nei vostri momenti di scarsa lucidità.
La borsa della sala parto
Come anticipavo, avevo preparato una borsa più piccola, da avere sempre in macchina nelle due settimane precedenti la data di termine presunto. Oltre alla cartellina con i documenti, vi avevo messo dentro:
- una camicia da notte completamente aperta sul davanti
- un cambio intimo completo
- una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo;
- qualche snack energetico, soprattutto frutta secca e miele in pratiche confezioni (esiste il miele in stick, ottimo per dare energie e facile da mangiare);
- un fermacapelli
- ciabatte infradito da doccia
- caricabatterie per il telefono
Ripensandoci oggi, rifarei esattamente questa scelta. Durante il travaglio non serve avere mille cose: serve avere quelle giuste! Ricordate inoltre con il/la partner di preparare se volete una piccola playlist musicale (in quasi tutte le sale parto è consentito riprodurre la musica).
Cosa mettere nella valigia del parto per la degenza
Per la degenza in ospedale avevo preparato un piccolo trolley con all’interno un paio di camicie da notte aperte sul davanti (più comode per provare ad allattare).
In valigia avevo messo anche una vestaglia leggera e un accappatoio in microfibra e ovviamente un beauty case con dentro:
- detergente intimo;
- spazzolino e dentifricio;
- crema viso;
- balsamo labbra (dopo il parto mai avute labbra così secche!)
- qualche prodotto essenziale per sentirmi un po’ più in ordine, ovvero: un mascara e un piccolo blush!
Da non dimenticare inoltre slip a rete e gli assorbenti specifici per il post partum o gli slip assorbenti (io personalmente ho usato quelli della Lines e mi sono trovata molto bene) e i reggiseni da allattamento (anche se per questi, consiglio di non comprarne in numero eccessivo prima del parto, poiché capirete con i primi giorni o settimane quale tipo di indumento fa più al caso vostro).
Un’altra piccola cosa che mi è tornata utile sono stati gli asciugamani di carta usa e getta. Occupano poco spazio e, in ospedale, risultano decisamente più pratici degli asciugamani tradizionali. Ho continuato ad utilizzarli anche a casa, per evitare di dover lavare 10 asciugamani al giorno.
Se oggi dovessi preparare di nuovo quella valigia aggiungerei un bidet portatile. All’epoca non lo avevo acquistato, ma dopo il parto ho capito quanto avrebbe potuto rendere più comodi i primi giorni. In maniera previdente, avevo anche preparato delle traversine per il letto: in ospedale non vi serviranno (le hanno, ovviamente), valutate se vi sono comode a casa per sicurezza.
Poi altro piccolo consiglio: un filo lungo per caricare il vostro telefono. Spesso negli ospedali le prese sono molto in alto rispetto al letto. Valutate poi se aggiungere una mascherina per dormire la notte o almeno qualche ora. Io mi ero portata anche un libro: vi può essere utile giusto se venite ricoverate in attesa di andare in sala parto, ma personalmente non ho aperto una pagina, troppo presa da altri pensieri!
La prima valigia del nostro bambino
Ogni ospedale consegna una lista diversa, quindi il primo consiglio è sempre quello di verificare cosa richiede la propria struttura. Nel nostro caso ho preparato quattro cambi completi, ognuno inserito in un sacchetto trasparente con il mio cognome. Dentro ogni sacchetto avevo sistemato:
- un body
- una tutina a maniche lunghe e di ciniglia (mio figlio è nato a gennaio)
- un cappellino di cotone
Avevo portato anche delle salviettine molto delicate, che sono state fondamentali nei primi momenti, poiché lavare il bimbo nel lavandino del bagno dell’ospedale non sarebbe stato affatto comodo (considerando che stavo ancora cercando di capire come tenere in braccio un essere così piccolo!)
Per i pannolini, invece, non mi sono dovuta preoccupare perché sono stati forniti direttamente dall’ospedale. Avevo comunque fatto una piccola scorta da lasciare a casa per il nostro rientro: ho scelto Bioembrace di Naty, gli unici pannolini con materiali certificati 100% a base vegetale sulla pelle.
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La valigia continua anche quando si torna a casa
Generalmente, se tutto va bene, 48 ore dopo il parto vi fanno tornare a casa. Qui, inizia la vera avventura. Nei primi giorni la casa si riempie di pannolini, body stesi ad asciugare, poppate a qualsiasi ora e nuove abitudini. Ed è anche il momento in cui ci si rende conto che molti prodotti considerati indispensabili forse non lo sono affatto.
Se potessi dare un solo consiglio a chi sta preparando tutto per l’arrivo di un bambino sarebbe questo: comprate l’essenziale e aspettate prima di riempire casa di accessori. Ogni neonato è diverso e quello che è stato fondamentale per qualcuno potrebbe non esserlo per voi. Vi riporto in ogni caso la mia esperienza con i miei consigli e le mie considerazioni.
La mia esperienza con l’allattamento al seno
Ci sono cose che vi saranno utili a prescindere dal tipo di allattamento, al seno o con fomrula. Sto parlando proprio di loro: delle mussole. Di fatto sono dei teletti in cotone. Onestamente, pensavo fossero un accessorio come tanti. Mi sbagliavo. Nei primi mesi erano ovunque: durante le poppate, sul fasciatoio, sul comodino, sul divano e perfino in macchina. Lo stesso vale per i bavaglini. Per quanti ne abbiate, sembreranno non bastare mai.
Per me inoltre sono state fondamentali delle coppette assorbilatte, che potete trovare anche lavabili e riutilizzabili: sono più comode e anche meno impattanti a livello ambientale.
Avevo rimediato da un’amica anche un cuscino da allattamento, convinta che sarebbe stato indispensabile. In realtà l’ho utilizzato molto meno del previsto.
Lo stesso discorso vale per il tiralatte. Molte persone consigliano di comprarlo prima della nascita, ma io aspetterei. Se l’allattamento esclusivo parte bene, nei primi mesi potrebbe non servire affatto e avrete tutto il tempo per scegliere con calma il modello più adatto. Io avevo chiesto in prestito ad un’amica il suo tiralatte così da averlo a disposizione nel caso in cui mi fosse servito, ma non ne ho avuto effettivamente bisogno.
Per quanto riguarda la formula, eviterei di fare grandi scorte poiché il tipo di formula viene spesso consigliato direttamente dall’ospedale o dal pediatra e valuterete proprio con ostetriche e pediatra cosa è meglio per voi e per il vostro bambino (se allattamento al seno, se misto, se formula)
Motivo per cui, sterilizzatore, scaldabiberon e biberon: meglio acquistarli/noleggiarli o chiederli in prestito quando saprete davvero quali saranno le vostre esigenze, senza riempirvi casa inutilmente.

La valigia del cambio
Il fasciatoio – che ho realizzato utilizzando una cassettiera Malm di Ikea che già avevo in casa aggiungendo un adattatore trovato online – è diventato rapidamente il centro operativo della nostra casa. L’ho sistemato con dei piccoli organizer per avere tutto il necessario a portata di mano: pannolini, crema all’ossido di zinco, detergente delicato, un paio di vecchi asciugamani.
Per la pulizia quotidiana, quando eravamo a casa, abbiamo quasi sempre preferito utilizzare quadrotti di cotone riutilizzabili bagnati con acqua tiepida.
Le salviettine umidificate (preferibilmente quelle 99% a base di acqua) invece, sono rimaste nella borsa del cambio e ci hanno accompagnato durante tutte le uscite.
Per il bagnetto non serve molto:
- una vaschetta
- un detergente delicato
- un asciugamano morbido
- un termometro per controllare la temperatura dell’acqua, almeno per le prime volte, poi sarete in grado di regolarvi anche con il bambino stesso che vi farà capire se l’acqua è alla temperatura giusta
- una spazzolina e una limetta per le unghie
Per quanto riguarda i vestiti, dipende ovviamente dal periodo dell’anno in cui nasce il bambino, ma in ogni caso la verità è che nei primi mesi non servono molte cose. Ad esempio il nostro bambino – nato a gennaio – ha indossato quasi sempre body e tutine con piedini annessi (che rendono ad esempio inutili i calzini).
Consiglio in particolare: body con apertura incrociata sul davanti, per me infinitamente più comodi rispetto a quelli da infilare dalla testa.
La valigia delle prime notti
Ci sono bastati una next to me (ricevuto in prestito), un buon materasso, qualche lenzuolino con angoli e alcune traversine impermeabili. Abbiamo utilizzato il sacco nanna nelle prime settimane, mentre successivamente siamo passati alle classiche copertine.
Il baby monitor, invece, è rimasto quasi sempre spento poiché nei primi mesi il bambino è praticamente rimasto sempre con noi. Molto utile si è invece rivelata una semplice lucina notturna, perfetta per affrontare poppate e cambi senza accendere tutte le luci della stanza. Abbiamo acquistato queste che si attaccano alla presa e si accendono in automatico quando fa buio.
La valigia delle prime uscite
L’unica cosa davvero indispensabile è l’ovetto omologato, obbligatorio già per il viaggio dall’ospedale a casa. Per tutto il resto dipende molto dal vostro stile di vita.
Per noi sono diventati fondamentali una borsa del cambio ben organizzata e un fasciatoio portatile.
Ma l’acquisto che rifarei senza pensarci due volte è la fascia portabebè ergonomica, che mi ha permesso di uscire più facilmente di casa quando ero da sola e non avevo le forze di trascinarmi tra scale e ascensore o macchina la navicella del trio. L’abbiamo usata tantissimo durante le passeggiate, ma anche in casa, quando il nostro bambino aveva semplicemente bisogno di stare vicino a noi mentre cercavamo di fare una lavatrice o preparare il pranzo.
Per quanto riguarda i giochi: nei primi mesi il gioco più importante siamo stati noi. La nostra voce, il contatto pelle a pelle, gli sguardi e le coccole sono stati gli stimoli più preziosi. Con il passare delle settimane abbiamo aggiunto una palestrina, qualche libro in bianco e nero e alcuni sonaglini.
Preparare una valigia del parto più sostenibile
Negli ultimi anni il mercato dedicato ai neonati è esploso e spesso sembra che servano decine di prodotti diversi. La mia esperienza mi ha insegnato il contrario: acquistare solo ciò che serve davvero è già una scelta sostenibile!
Quando possibile ho preferito:
- coppette assorbilatte lavabili;
- quadrotti di cotone riutilizzabili invece delle salviette quando eravamo a casa;
- prodotti ricevuti in prestito da amici, come il cuscino da allattamento e il tiralatte, ma anche il trio (ovetto, navicella e passeggino) e la next to me;
- vestitini usati pochissimo passati da altri bambini.
Oltre a ridurre gli sprechi, mi ha fatto risparmiare molto anche economicamente.
La cosa più importante che ho messo in quella valigia
Quando preparavo la valigia del parto avevo paura di dimenticare qualcosa. Oggi, ripensando a quei giorni, mi rendo conto che gli oggetti davvero indispensabili erano molti meno di quanto immaginassi.
Tra l’altro, quello che serve davvero, non entra in nessuna valigia! Ci vogliono tempo, pazienza, fiducia e la consapevolezza che nessuno nasce genitore. Si impara un giorno alla volta.
Da allora continuo a preparare valigie per ogni viaggio che facciamo insieme. Ma quella del parto resterà sempre la più importante. Non perché contenesse tutto ciò che serviva ma perché segnava l’inizio del viaggio più bello della nostra vita.

Domande frequenti sulla valigia del parto: recap utile
Quando preparare la valigia del parto?
Il consiglio è prepararla intorno alla 32ª-34ª settimana di gravidanza. In questo modo avrai tutto pronto anche se il bambino dovesse nascere qualche settimana prima del termine e potrai vivere le ultime settimane con maggiore serenità.
Quante tutine portare in ospedale?
Dipende dalle indicazioni del proprio ospedale, ma nella maggior parte dei casi vengono richiesti quattro cambi completi. Ogni cambio viene inserito in un sacchetto trasparente con il cognome della mamma.
L’ospedale fornisce pannolini e prodotti per il neonato?
Molti ospedali sì, ma ogni struttura ha regole diverse. Per questo è sempre importante richiedere la lista ufficiale del reparto maternità dove partorirai.
Serve davvero il tiralatte fin dalla nascita?
Non necessariamente. Nel mio caso ho preferito aspettare. Se l’allattamento esclusivo procede bene, il tiralatte potrebbe non servire nei primi mesi. Acquistarlo/noleggiarlo successivamente permette anche di scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze.
Cosa mettere nella valigia del parto?
Se hai poco tempo, questa è la checklist che preparerei oggi sulla base della mia esperienza.
Documenti
- ✔ Documento
- ✔ Tessera sanitaria
- ✔ Cartella con esami della gravidanza
Sala parto
- ✔ Camicia aperta davanti
- ✔ Acqua
- ✔ Snack
- ✔ Fermacapelli
Degenza
- ✔ Camicie da notte
- ✔ Vestaglia
- ✔ Reggiseni allattamento
- ✔ Assorbenti post parto
- ✔ Mutandine a rete
- ✔ Detergente intimo
- ✔ Balsamo labbra
- ✔ Caricabatterie telefono con filo lungo
Neonato
- ✔ 4 cambi completi
- ✔ Cappellino
- ✔ Salviettine
- ✔ Pannolini (se richiesti)
Cosa non può mancare nella borsa del cambio?
Per me gli indispensabili sono:
- pannolini;
- un cambio completo;
- teli in mussola;
- salviettine;
- fasciatoio portatile;
- crema protettiva;
- sacchetto per gli indumenti sporchi.
È meglio comprare tutto prima del parto?
No. L’errore che vedo fare più spesso è acquistare ogni accessorio disponibile sul mercato.
Dopo aver vissuto questa esperienza, il mio consiglio è preparare l’essenziale e aspettare prima di comprare o chiedere in prestito tutto il resto. Ogni bambino ha esigenze diverse e molte decisioni diventano più semplici dopo la nascita.
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