Norvegia

Capo Nord e Lofoten: itinerario di 9 giorni in Norvegia

“E se questa estate ce ne andassimo in Norvegia?”. A giugno scorso, in maniera del tutto imprevista, Matteo mi ha proposto un itinerario di 9 giorni in Norvegia, alla volta di Capo Nord. I piani per l’estate erano altri, ovvero una settimana in Valle d’Aosta in un hotel trovato a febbraio ad un prezzo decisamente conveniente, con l’idea di riposarci un po’ tra cibo e passeggiate tra i monti. Ma in fondo, le occasioni vanno colte, sempre. E chi sono io per dire no ad un on the road in Norvegia?

Itinerario di 9 giorni in Norvegia con Avventure nel Mondo: Capo Nord e Lofoten

Purtroppo il tempo per preparare l’itinerario in Norvegia era poco, ma soprattutto i costi di voli e strutture non proprio convenienti, a poche settimane dalla partenza. Abbiamo così scelto di aggregarci ad un viaggio di Avventure nel Mondo, un’esperienza che avevo già provato per il Vietnam. Questa volta, abbiamo scelto una formula “Discovery”, che prevede cioè un gruppo di persone nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni. 

In questo caso, quindi, Avventure nel Mondo ha assicurato i voli e la prenotazione delle auto, mentre il coordinatore assegnato al viaggio ha strutturato l’itinerario di 9 giorni per la Norvegia del Nord, ha scelto gli alloggi e proposto una serie di escursioni e attività da fare in loco. Il bello del gruppo in cui siamo capitati è che in ogni caso ciascuno di noi ha avuto la possibilità di arricchire il viaggio e l’itinerario stesso, con proposte, integrazioni o alternative: durante il viaggio, infatti, inevitabilmente alcune cose non sono andate come da programma, per via delle condizioni meteorologiche che hanno affossato una serie di piani che avevamo fatto prima della partenza. Ma in fondo il bello del viaggio è anche l’improvvisazione e per fortuna abbiamo trovato un gruppo di persone intraprendenti, mature e soprattutto con tanta voglia di divertirsi e stare bene.

itinerario di 9 giorni in norvegia - paesaggio on the road

Di seguito, vi racconto il nostro itinerario di 9 giorni nella Norvegia del Nord, tra Capo Nord e Lofoten.

Itinerario in Norvegia – Giorno 1 – Da Roma a Trømso

Il primo giorno, aereo all’alba per raggiungere Trømso, dopo uno scalo a Francoforte dove ci siamo riuniti con il resto del gruppo, considerando che alcuni viaggiatori arrivavano da Milano. Una volta arrivati all’aeroporto di Trømso e ritirato le auto a noleggio, ci siamo diretti in città, dove si arriva in circa 15 minuti.

Dopo aver posato i bagagli allo Smarthotel Trømso*, abbiamo approfittato della luce e siamo usciti a fare una prima passeggiata per la città. Per cena ci siamo fermati all’Egon, per poi prendere la funivia, per vedere il panorama dall’alto e goderci il “tramonto”. 

Giorno  2 – Trekking e pitture rupestri ad Alta

Il secondo giorno abbiamo iniziato il viaggio verso il Nord della Norvegia. Dopo aver macinato tanta strada, prima sosta a Jokelfjord, dove abbiamo intrapreso un trekking di circa 2 km per raggiungere un punto panoramico sui fiordi. Il trekking, seppur breve, è stato impegnativo poiché il dislivello non era affatto poco! Ma la vista ha decisamente ripagato gli sforzi. 

Tappa finale della giornata: Alta, dove abbiamo visitato l’Alta Museum – World heritage Rock art centre. Qui è possibile passeggiare lungo i sentieri disposti attorno all’area per vedere incisioni rupestri risalenti a 2000-6200 anni fa che mostrano e raccontano la vita di cacciatori e pescatori.

pitture rupestri alta

Abbiamo dormito al Solvang Camping una struttura situata poco distante da Alta con sistemazioni in bungalow davvero carine e una sala comune ben attrezzata per cucinare anche per tante persone. 

Giorno  3 – Il punto più a Nord d’Europa

La mattinata è stata dedicata al viaggio di avvicinamento a Capo Nord, il punto più a Nord d’Europa. Nordkapp, con il suo famoso globo e l’osservatorio, è il punto più conosciuto e facilmente accessibile (71° 10’ 21”).

Tuttavia per arrivare al vero punto più settentrionale del continente, Knivskjelodden (71° 11’ 08”) bisogna percorrere un trekking di 18 km (a/r). Noi ovviamente lo abbiamo fatto. Un po’ faticoso, ma la soddisfazione ripaga tutto!

 

Per dormire, abbiamo scelto il Camping Nordkapp. 

Giorno 4 – In viaggio verso le Lofoten

Inevitabile: 10 ore di macchina, lunghe e faticose, per avvicinarci alle Lofoten. Ogni tanto si incontrano renne che attraversano la strada. Veloce pausa pranzo ad Alta, proprio all’ombra della Nordlys Katedralen, la “Cattedrale dell’Aurora Boreale”. Rivestita di titanio proprio per riflettere la luce, si caratterizza anche per la spirale di 47 metri che si innalza verso il cielo. 

Per dormire: il lungo viaggio in auto è stato ripagato dal bellissimo alloggio, il Garsnes Brygge, dove ci siamo goduti una bellissima vista e un bagno nella vasca idromassaggio all’aperto. 

Giorno 5 – Aquile e karaoke a Svolvær

Partiti con calma, nel pomeriggio siamo arrivati a Svolvær, una graziosa cittadina portuale. Ci siamo affidati a Go2Lofoten per partecipare a una gita di circa 2 ore in gommone, per scoprire Trollfjord, stretto tra pareti ripide e accessibile solo via mare, e avvistare le meravigliose aquile di mare. Un’esperienza davvero divertente che consiglio assolutamente: vi verrà fornito tutto l’abbigliamento adatto per proteggersi dal vento. Mi raccomando, prenotate in anticipo!

Dopo la cena al Bacalao, proprio al porto abbiamo trovato l’Anker Brygge, un locale molto carino dove ogni sera si fa il karaoke: se volete mettervi alla prova, non vi resta che entrare e scegliere la canzone giusta!

Per dormire: Lofoten Feriesenter, con cottage e casette con affacciate sul lago Svolværvannet. 

Giorno 6 – In giro per le Lofoten: i gradini di Reine

Capisci di essere arrivato alle Lofoten quando ovunque ti giri cominci a vedere rorbuer rossi, ovvero le tipiche abitazioni utilizzate dai pescatori norvegesi e ormai diventate simbolo di queste isole. 

Ovviamente, appena arrivati alle Lofoten, il tempo ha deciso di non assisterci più di tanto, o comunque a renderci più difficoltoso il tutto! Prima tappa delle isole è stata Reine, piccolo villaggio di pescatori diventato piuttosto famoso per il Reinebringen, uno dei punti panoramici più famosi di tutta la Norvegia, dal quale si può ammirare Reine da un’altezza di 448 metri. Si dice che da qui si goda “la migliore vista delle Lofoten“. Si raggiunge percorrendo per 1,1 km una ripida scalinata di 1978 gradini in pietra, da fare in circa un’ora a salire e un’ora a scendere. Ora, come dicevo, il tempo con noi non è stato sempre clemente. E così, arrivati in cima, ci siamo ritrovati un muro grigio e l’unica cosa che abbiamo potuto ammirare sono state nuvole e nebbia.

Tuttavia, come si dice, a volte il viaggio vale più della meta. E sicuramente questa scalata, passata insieme ai miei compagni di viaggio a cantare e a ballare per darci forza, per me è stata comunque indimenticabile. Dopo la fatica, ci siamo rifocillati sempre a Reine con un pranzo da Anita Seafood.

Abbiamo quindi continuato la nostra discesa delle Lofoten per arrivare a Å, il villaggio situato all’estremità meridionale delle Lofoten e l’ultimo luogo raggiungibile con la strada europea E10. Il nome, di fatto, lo spiega: Å è infatti anche l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese. Il villaggio è una sorta di “museo a cielo aperto”, con una fila di rorbuer rossi sul mare, rastrelliere per l’essiccazione del merluzzo, una Bakeri (che noi ovviamente abbiamo trovato chiusa ma dove pare sia possibile assaggiare dolci deliziosi e ottimo pane. 

Å Norvegia

Lasciata Å, abbiamo fatto sosta ad Hamnøy, un villaggio costituito da una ventina di rorbuer che però, di fatto, sono diventati tutti alloggi per turisti. La vista è comunque incantevole, soprattutto dal ponte. 

Per dormire: per due notti allo Stamsund Hostel, con dormitori in vecchie case di pescatori, affacciate direttamente sul mare. C’è una bella sala comune in cui trascorrere del tempo in compagnia anche a tarda sera, senza rischiare di disturbare gli altri ospiti dell’ostello.

Giorno 7 – Vichinghi e vette 

La pioggia della mattina fa saltare i nostri piani del giorno, che prevedevano trekking e spiagge con tanto di bagno. Abbiamo così dedicato la prima parte della giornata al Lofotr Vikingmuseum, il museo vichingo. Il museo è nato nei pressi di Borg, luogo in cui nel 1981 l’aratro di un contadino urtò casualmente le rovine della dimora di un capo vichingo, lunga 83 metri: si tratta del più grande edificio dell’epoca scoperto in iScandinavia. Il museo oggi ricostruisce questo edificio e offre uno spaccato della vita d’epoca dei vichinghi. Inoltre, percorrendo 1,5 km sui sentieri nei dintorni, si raggiunge una nave vichinga ricostruita, ormeggiata in mare, sulla quale è anche possibile fare un piccolo tour. 

Nel pomeriggio, il cielo schiarisce e ne approfittiamo per un nuovo trekking a Offersøykammen, che ci porta a scoprire un panorama davvero speciale e a 360 gradi sulle Lofoten. 

Giorno 8 –  Tra arte, sentieri e pizza

Nonostante il tempo non prometta nulla di buono, continuiamo la nostra scoperta delle Lofoten raggiungendo Henningsvær, probabilmente la località più vivace che abbiamo visitato: ci sono infatti negozietti con abbigliamento tipico e fatto in lana, ceramiche particolari,  arredamento per la casa, souvenir. Passeggiando tra le stradine, si incontra la Engelskmannsbrygga, il laboratorio-galleria d’arte fondato nel 1997 da un gruppo di artisti: la ceramista Cecilie Haaland, i soffiatori di vetro Heidi Kristiansen e Mette Paalgard e il fotografo John Stenersen. Si può entrare e acquistare, nonché vedere all’opera gli artisti. 

Dopo pranzo, abbiamo scelto di fare un nuovo trekking: Festvagtind Hike. Per nulla agevole, poco tracciato, pieno di pietre (che sotto la pioggia che nel frattempo è cominciata a scendere non è stato proprio il massimo). Senza dubbio vista incredibile, ma lo consiglio a chi ha un buon allenamento, ottime scarpe e tanta pazienza!

In serata, passeggiata a Kabelvag, località molto carina dove si trovano un museo di tradizioni popolari, un acquario e la Vågan Kirke, la seconda chiesa di legno più grande della Norvegia. Dopo un veloce giro, ci siamo scaldati e rifocillati allo Hjørnet Kafé, un locale molto accogliente gestito da alcuni italiani (che trascorrono qui l’estate, per poi svenare nel Bel Paese). Ovviamente: pizza! Piccola, molto buona e altrettanto costosa (ma, ormai lo sappiamo, in Norvegia il cibo nei locali si paga a peso d’oro).

Per dormire: Statsbuene i Kabelvag, con bellissimi appartamenti con tanto di area salotto, affacciati sull’arcipelago, con vista faro. 

Giorno 9 – Sulla strada del ritorno

Sempre difficile rendersi conto che è l’ultimo giorno vero di viaggio. Senza troppi programmi, ci siamo messi in macchina, direzione Trømso, cercando di catturare con lo sguardo gli ultimi fiordi, fissando nei ricordi i colori della Norvegia. Per pranzo, ci siamo fermati alla cascata Målselvfossen, dove con una breve passeggiata si arriva alla piattaforma con tanto di tavolini da pic-nic e poi ad un punto panoramico in cui fermarsi a guardare i salmoni che saltano nella loro risalita del fiume. Un piccolo spettacolo da non perdere! 

Arrivati a Trømso in serata, breve capatina all’Hard Rock Café, che si caratterizza per la struttura che ricorda un rorbuer, ma in quanto a cimeli…ne ho visti di più forniti! Dopo 3 ore di riposo al solito Smarthotel Trømso*, e alle 4 domattina ci siamo avviati in aeroporto, per riconsegnare le auto e salutare la Norvegia.

Risparmiare in Norvegia: la cambusa

Considerando i costi elevati dei ristoranti, in questo itinerario di 9 giorni in Norvegia abbiamo deciso di preparare autonomamente tutte le colazioni e la maggior parte delle cene, sfruttando le cucine messe a disposizione dagli alloggi (ostelli e campeggi), che erano ben attrezzate e adatte anche per gruppi numerosi, fino a 16 persone. Per questo motivo, ci siamo organizzati dall’Italia portando una “cambusa” di base, che abbiamo poi integrato facendo la spesa nei supermercati locali. In questo modo, siamo riusciti a risparmiare in modo significativo.

Arrivederci, Norvegia

Nove giorni in Norvegia sono davvero pochi per poter dire di conoscere davvero un Paese. Anche solo per esplorare il nord della Norvegia. In particolare, perché ha richiesto molte ore in auto, forse troppe. Purtroppo, i tempi serrati non ci hanno sempre permesso di goderci appieno le soste o di riprenderci dalle fatiche dei trekking. Soprattutto, ammetto che avrei tanto voluto vedere le Lofoten con il cielo sereno: la pioggia che ci ha accompagnati proprio nei giorni dedicati alla visita dei villaggi di pescatori ha reso i paesaggi inevitabilmente più grigi e meno vivi. Tuttavia, la Norvegia ha ancora molto da raccontare, specialmente nella parte a sud di Trømso, Oslo inclusa. Nonostante qualche imprevisto, il viaggio è stato affascinante e credo che ci siano ancora tante meraviglie da scoprire. Spero di avere presto l’occasione di tornare e vedere ciò che questa terra straordinaria ha ancora da offrire.

Giorgia. Giornalista, blogger, ambientalista. Testa rossa, sempre. Amo i viaggi, la fotografia e la tecnologia. Nel mio zaino ci sono Arturo e Gertrude, due gufi che si amano e che mi accompagnano ad esplorare il mondo.

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