cosa fare a Marsiglia in tre giorni
Francia

Cosa fare a Marsiglia in 3 giorni: tra profumo di sapone e calici di pastis

Marsiglia. Basta sentirne il nome e subito la mente vola all’odore inconfondibile del profumo di bucato, o al blu profondo del Mediterraneo, o per i più sportivi alla squadra dell’Olimpique.

L’ho vissuta per un weekend lungo, tre giorni intensi e sorprendenti, ma sfatiamo un mito: Marsiglia non è la Napoli francese. Ha una sua autenticità che si svela lentamente, tra passeggiate sul porto, profumi speziati e l’irrinunciabile rituale del pastis nell’ora dell’aperitivo.

Pronti a fare le valigie? Ecco il mio itinerario e qualche consiglio per scoprire il cuore più vero di questa città: una guida su cosa fare a Marsiglia in 3 giorni.

Giorno 1: risveglio vegano e antichi profumi

Colazione 100% vegetale

La giornata a Marsiglia non può che iniziare con una coccola per il palato. Ho scoperto Oh Faon!, una pasticceria dove ogni dolce è una piccola opera d’arte a base vegetale. Croissant morbidi, tartellette impeccabili e un cappuccino con latte d’avena o cocco che vi farà dimenticare di essere nella patria del burro! Un vero paradiso anche per i più scettici.

Marsiglia cosa mangiare

Se volete esplorare altri luoghi conviviali dove il vegan incontra il gusto provenzale, ecco qualche indirizzo:

Il Museo dell’oro bianco di Marsiglia

Dopo la colazione, la città invita a esplorare le sue radici più profonde. Fate un salto al Musée du Savon de Marseille, dove il celebre savon de Marseille vi guiderà in un percorso sensoriale e dove giovani esperti vi racconteranno la storia e le tradizioni di questa città così legata al suo oro bianco. Il museo si trova nel cuore dell’arsenale e insieme alla visita avrete l’opportunità di partecipare a un laboratorio di produzione del sapone. Potrete “mettere le mani in pasta” e creare la vostra saponetta personalizzata da portare a casa. Un ricordo molto originale. Lo sapevate che già nel Medioevo la Provenza era la “regione del sapone” grazie all’olio d’oliva, il sale della Camargue e il vento di Mistral che aiutava il processo di essiccazione?

saponi

Lo sapevate che già nel Medioevo la Provenza era la “regione del sapone” grazie all’olio d’oliva, il sale della Camargue e il vento di Mistral che aiutava il processo di essiccazione?

Pranzo e sera tra bohème e sapori esotici

Poco distante dal museo, vi aspetta il quartiere universitario, il cuore bohémien di Marsiglia. Librerie indipendenti, caffè con tavolini all’aperto e bistrot di ogni paese e cultura. È qui che si respira l’anima più autentica della città.

Per pranzo, concedetevi un tuffo da Entre Terre et Mer, dove la cucina marsigliese trova un equilibrio perfetto tra mare e campagna. Piatti freschi e pescato del giorno in un’atmosfera rilassata.

La sera Marsiglia si accende di luci e profumi esotici. Abbiamo provato Ashourya, su Boulevard National, per una cucina siriana raffinata e accogliente (prenotabile anche su The Fork, con varie sedi in città). In alternativa, nella piazzetta degli studenti, numerosi ristoranti marocchini invitano a sedersi all’aperto per gustare un cous cous o una tajine.

cosa fare a Marsiglia in tre giorni

Giorno 2: giornata d’arte e tramonti sul porto

Architettura e storia moderna

Se amate l’architettura non potete perdervi la Cité Radieuse – Le Corbusier, una delle opere più affascinanti del modernismo europeo. Questo edificio è al tempo stesso abitazione, spazio sociale e monumento, un vero e proprio “villaggio verticale”. Consiglio: le visite sono a numero limitato. Assicuratevi il vostro posto in anticipo tramite il sito di Marseille Tourisme.

Rimanendo in ambito artistico, dedicatevi a un altro simbolo della Marsiglia moderna: il MuCEM (Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo). Un luogo magico sulle cui vetrate si rifrange il mare. Passeggiate sulla passerella sospesa nel vuoto che collega il moderno edificio al secolare Fort Saint-Jean, altra attrazione da non perdere.
Consiglio per i più pigri: se non volete visitare le mostre interne, l’accesso alle rampe esterne e alle terrazze è gratuito.

L’ora del pastis

Eccoci arrivati all’ora del tramonto. Perdetevi nel passeggiare lungo il Vieux-Port (Porto Vecchio). Qui il tempo sembra rallentare, soprattutto davanti a un bicchiere di pastis. L’anisetta qui è più di una semplice bevanda: è un rituale, un simbolo di convivialità nato proprio a Marsiglia.

Giorno 3: mercati, panorami e saluti al Mediterraneo

Vita di mercato

Dedicate la mattinata all’esplorazione dei mercati marsigliesi. Prima, però, arrivando al porto, attraversate l’ombrière (Tettoia) di Norman Foster: una volta sotto, alzate gli occhi al cielo per vedere incredibili giochi di specchi e luci. Proseguite poi per i mercati: che sia quello del pesce al Vieux-Port, con i pescatori che vendono il pescato del giorno, o uno dei mercati rionali con spezie e tessuti, vi immergerete nell’autentica vita cittadina.

La “Bonne Mère” e il cuore antico

Salite alla Basilique Notre-Dame de la Garde. La “Bonne Mère“, come la chiamano affettuosamente i marsigliesi, domina la città dall’alto e offre una vista panoramica mozzafiato sul porto, sulle isole e sulle calanques.

Per il pranzo dell’ultimo giorno, cercate una piccola trattoria nel quartiere del Panier, il più antico della città. Qui potrete gustare piatti semplici ma saporiti, perdendovi tra i vicoli colorati e i murales che raccontano la storia di Marsiglia.

Insomma, Marsiglia conquista con la sua autenticità, sospesa tra piccolo borgo del Mediterraneo e metropoli. Un fine settimana basta per innamorarsene. A me è successo.

 

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