Hokusai a Roma: un’onda di meraviglia a Palazzo Bonaparte
Amanti del Giappone e dell’arte, se siete a Roma non lasciatevi sfuggire la bellissima mostra “Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese” ospitata nelle sale di Palazzo Bonaparte.
Un’occasione unica per immergersi nel “mondo fluttuante” di uno degli artisti più influenti della storia dell’arte universale: fino al 29 giugno sono infatti esposte oltre 200 opere che ripercorrono l’intera carriera di Katsushika Hokusai (1760-1849), il genio che con la sua “Grande Onda” ha saputo incantare l’Occidente e influenzare maestri come Monet e Van Gogh.
Chi era Hokusai, il “vecchio pazzo per la pittura”
Nato a Edo (l’odierna Tokyo), Hokusai è stato un artista incredibilmente prolifico e versatile: a dimostrarlo è il fatto che nel corso della sua vita abbia cambiato nome e stile più volte, in una continua e instancabile ricerca della perfezione. Si definiva umilmente “un vecchio pazzo per la pittura” e credeva che solo con l’età avrebbe raggiunto la vera maestria. La sua arte, parte del filone ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”), cattura con una modernità sorprendente la vita quotidiana del Giappone del suo tempo, i paesaggi, la natura e la spiritualità.

La magia della xilografia, l’arte di Hokusai
Hokusai è famoso soprattutto per le sue xilografie, tecnica di stampa artistica tanto complessa quanto affascinante. Ma in cosa consiste esattamente? La xilografia è un processo in cui l’artista (o più spesso un team di artigiani sotto la sua direzione) incide un’immagine su una tavola di legno. Le parti che non devono essere stampate vengono scavate via, lasciando in rilievo solo il disegno. La matrice di legno viene poi inchiostrata e pressata su un foglio di carta, trasferendo l’immagine.
Per opere a colori come quelle di Hokusai, il processo era ancora più elaborato: si utilizzava una matrice di legno diversa per ogni singolo colore, richiedendo una precisione millimetrica per sovrapporre perfettamente le varie impressioni.

Un percorso tra capolavori iconici e tesori nascosti
La mostra, curata da Beata Romanowicz, è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia e presenta una straordinaria selezione di opere provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia, esposte per la prima volta in Italia.
Anche questa volta l’allestimento di Palazzo Bonaparte non sbaglia un colpo: il percorso permette di conoscere da vicino le diverse fasi creative dell’artista. Tra le opere esposte non manca l’iconica Grande Onda presso Kanagawa, le altre vedute della serie Trentasei vedute del Monte Fuji e i celebri Manga, raccolte di schizzi che rivelano il suo genio nell’osservare la realtà. Affascinante anche la serie de Le cinquantatré stazioni del Tōkaidō dedicata alla strada che collegava la capitale dello shōgun, Edo, a quella dell’Imperatore, Kyōto, che era la principale via dei viaggi e del commercio nel Giappone antico. Di grande impatto anche la serie dedicata alle cascate, capaci di mostrare la forza dell’acqua e della natura.

Allo stesso tempo, l’esposizione permette di immergersi nella cultura del periodo Edo grazie alla presenza di oggetti tradizionali come armature, spade e kimono, ma anche di proiezioni, giochi di luce, fusuma (le porte scorrevoli giapponesi): ci si sente, anche solo per un paio d’ore, nella terra del Sol Levante. Sempre spettacolare la sala degli specchi di Palazzo Bonaparte che questa volta porta sul mega schermo anche l’Onda.

Visitare la mostra su Hokusai a Roma con un bimbo piccolo
Se state pensando di visitare la mostra a Palazzo Bonaparte con un neonato o un bimbo piccolo, sappiate che l’esperienza è decisamente comoda anche con il passeggino. Sono presenti ascensori che permettono di spostarsi facilmente tra i piani senza difficoltà e i bagni si trovano sia al piano inferiore che a quello superiore. Al secondo piano è inoltre disponibile un fasciatoio, molto utile per chi visita la mostra in famiglia.

Una nota speciale va anche agli addetti alla sicurezza, che durante la nostra visita si sono dimostrati particolarmente cordiali e disponibili, contribuendo a creare un’atmosfera rilassata e accogliente anche per chi gira la mostra con tempi e necessità diverse dal solito.
Consiglio: prenotate la visita per evitare lunghe attese e scegliete se vi è possibile un orario mattutino infrasettimanale, quando le sale sono un po’ meno affollate.
Perché visitare la mostra dedicata a Hokusai
“Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese” è un percorso che conquista non soltanto gli appassionati d’arte, ma anche chi ama il Giappone, la sua estetica e il suo immaginario.
Si esce da Palazzo Bonaparte con gli occhi pieni di bellezza, la testa colma di dettagli e la sensazione di aver conosciuto qualcosa di più profondo di un artista che troppo spesso riduciamo alla sola “Grande Onda”. E forse è proprio questa la forza della mostra: ricordarci quanto Hokusai fosse capace di osservare il mondo (la natura, il movimento, la vita quotidiana) con uno sguardo ancora incredibilmente contemporaneo.




