Il mondo tragicomico di Elliott Erwitt in mostra a Roma
Un viaggio in un mondo tragicomico, tenero e assolutamente irripetibile: a Palazzo Bonaparte, fino al 21 settembre si può incontrare lo sguardo di uno dei più grandi fotografi del Novecento, Elliott Erwitt.
Elliott Erwitt.Icons è un’esposizione che è molto più di una semplice mostra fotografica: è un vero e proprio invito a guardare il mondo con occhi diversi.
Appena varcata la soglia, si viene subito avvolti da un’atmosfera unica. Non è la solenne serietà che a volte accompagna le grandi retrospettive, ma una sensazione di leggerezza, di intelligente ironia. Erwitt, che ci ha lasciati da poco più di un anno, era un maestro nel catturare la commedia umana, le piccole e grandi assurdità della vita, trasformando attimi ordinari in scene indimenticabili. E lo faceva con una grazia che disarma.
Quello che mi ha colpito subito, leggendo le sue parole, è la sua poetica: “Nei momenti più tristi e invernali della vita… improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose… In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla”. Ecco, passeggiare tra i suoi 80 scatti iconici è stato esattamente così: come trovare uno squarcio di sole in una giornata nuvolosa.
Il percorso, curato da Biba Giacchetti, ci guida attraverso la sua incredibile carriera. Si incontrano i volti che hanno fatto la storia: una Marilyn Monroe colta in momenti di fragilità e bellezza disarmante, un Che Guevara pensieroso, una magnetica Marlene Dietrich. E poi ci sono i momenti che sono entrati nella memoria collettiva, come l’acceso diverbio tra Nixon e Krusciov o il silenzioso dolore al funerale di Kennedy. Ma anche in questi contesti solenni, lo sguardo di Erwitt riesce a trovare un dettaglio, un’espressione, un’interazione che rivela l’umanità dietro al personaggio pubblico.

Il quotidiano di Erwitt e i cani
La vera magia di Erwitt, per me, si sprigiona quando il suo obiettivo si posa sulla vita di tutti i giorni. Le sue non sono solo fotografie, sono racconti. C’è il famosissimo California Kiss, l’immagine di una coppia che si bacia riflessa nello specchietto di un’auto, un’icona di romanticismo che non invecchia mai. E poi c’è la tenerezza infinita dello scatto che ritrae la sua primogenita, appena nata, osservata con amore dalla mamma sul letto di casa. Erwitt ci dimostra che non serve essere potenti o famosi per essere protagonisti di una grande storia.
E poi, naturalmente, ci sono i cani di Erwitt! Una sezione intera è dedicata a loro, e non è un caso. Lui li adorava per la loro natura libera, irriverente, per il loro modo di essere svincolati dalle nostre complicate regole sociali. Ho sorriso da sola scoprendo che, per ottenere le loro reazioni più buffe e spontanee, usava stratagemmi come suonare una trombetta o imitare un latrato. Moltissimi scatti sono realizzati “dal loro punto di vista”, inquadrando solo le gambe e le scarpe dei padroni, regalandoci una prospettiva del mondo assolutamente geniale e surreale.
Visitare la mostra di Erwitt a Roma
La mostra di Elliott Erwitt è un promemoria potente: ci insegna a non perdere mai la capacità di meravigliarci, di sorridere delle stranezze della vita e di guardare chi ci sta intorno con empatia e un pizzico di divertita complicità.
Per visitare la mostra di Erwitt a Roma a Palazzo Bonaparte avete tempo fino al 21 settembre.
Orari apertura:
Tutti i giorni 10.00-20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Aperture straordinarie
Venerdì 15 agosto 10.00-20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Informazioni e prenotazioni
T. + 39 06 87 15 111






